nato a Gioia Tauro il 24.03.1973

AnnoPresenzeReti
1998-99 Serie C1151
1999-00 Serie C1292
2000-01 Serie C1351
2001-02 Serie C1140
2002-03 Serie C2140
Totale1074

“… le fonti scritte ci tramandano, riferendosi probabilmente a qualche fase della prima età del Ferro, il nome di un popolo che avrebbe abitato la zona, i Sarrhastes, le cui origini si confondono nel mito; essi sarebbero stati i primi  a dare al fiume la sua attuale denominazione. Sia che fossero autocnoni, di stirpe opica o osca – secondo la tradizione greca – sia che avessero altra provenienza, è certo che queste genti dell’età del Ferro, che conosciamo per lo più attraverso il loro costume funerario, sfruttarono le enormi potenzialità agricole che offriva il territorio insediando i propri villaggi a ridosso del tracciato fluviale […] e svilupparono una società di forma complessa che vide l’emergere di una nobilitas composta probabilmente da contadini agiati, al tempo stesso agricoltori e guerrieri.

A questo stesso popolo si dovrebbe, secondo la tradizione riferita da Servio, anche la fondazione della città di Nuceria…

Nuceria sorgeva in una posizione geografica ed ambientale privilegiata perché dominava la valle e controllava strategicamente le vie naturali di transito.

[…]

Nel periodo di sua massima espansione il territorio di Nuceria dovette estendersi alla sinistra dell’odierno fiume Sarno almeno fino alle prime pendici montuose e comprese anche l’area di Stabiae, che le fu definitivamente annessa dopo la distruzione sillana nell’89 a.C., per ricompensarla della fedeltà dimostrata a Roma durante le guerre sociali e risarcirla delle devastazioni subite.“.

Estratto dalla pubblicazione “La valle del Sarno: uso del territorio e viabilità” di Elisa Esposito in “Nuceria Alfaterna e il suo territorio – Dalla Fondazione ai Longobardi” Volume 1, 1994, Aletheia Edizioni.


L’iscrizione di Nuceria

Peculiari … dell’alfabeto di Nocera sono la … interpunzione ad aste affiancate, la a a contorno quadrangolare e traversa ascendente, anticipante la forma propria dell’osco, e soprattutto la s ad alberello. Il mancato impiego del sigma appare solidale da un lato alla forma a quattro tratti, che il segno aveva assunto nella tradizione alfabetica cui partecipavano il sudpiceno, il capenate e l’ernico, dall’altro alla forma pure a quattro tratti del my nella stessa tradizione e alla possibilità da essa prevista di una rotazione delle lettere.

[…] Un altro tratto dell’alfabeto di Nocera risiede nell’uso di c per /k/ dinanzi a vocale palatale, ove si accetti la lettura p[a]ces, fortemente raccomandata dal confronto con il prenome osco Paakis. Siffatto uso di c, chiaramente mutuato dall’etrusco meridionale, si costata nel capenate (vedi il verso face), oltre che nel falisco e nel latino, ma in entrambi questi alfabeti, con eccezioni, mentre è assente nel sabino e nel sudpiceno. Quanto alla forma della lettera, che è quella a uncino, opposta al p trilineare, il rinvio d’obbligo è al gamma calcidese, pressoché sconosciuto in Etruria.

[…] l’elaborazione dell’Alfabeto di Nocera è avvenuta non dopo gli inizi del VI secolo, in stretta relazione con il crogiuolo centro-italico, capenate-sabino, dal quale veniva contemporaneamente emergendo la scrittura sudpicena, ma in piena autonomia da essa e certamente in Campania. Lo dimostra a sufficienza il segno ad alberello … La derivazione da un samek di forma diversa da quella propria dell’intera tradizione alfabetica etrusca postula infatti una diretta mediazione greca, per la quale il contesto cronologico e culturale chiama univocamente in causa gli Euboici di Pitecusa e di Cuma, già da tempo saldamente stanziati nel golfo di Napoli…“.

Estratto dalla pubblicazione “Le iscrizioni di Nocera e il popolamento pre- e paleosannitico della Valle del Sarno” di Giovanni Colonna in “Nuceria Alfaterna e il suo territorio – Dalla Fondazione ai Longobardi” Volume 1, 1994, Aletheia Edizioni.


A proposito di Nuceria, il Beloch scrive:

La posizione di Nuceria è eccellente sotto ogni riguardo. Qui il Sarno dalla stretta valle del suo corso superiore entra nella Pianura Campana; qui dalla Valle del Sarno in direzione sud si dirama la gola profondamente incassata nella quale oggi corre la linea ferroviaria per Salerno e nell’antichità si snodava la strada Capua – Regium. Così Nuceria dominava l’unica via di comunicazione tra la Campania e l’Italia meridionale ellenizzata. La città era situata in una vallata di circa due miglia di lunghezza e un miglio di larghezza, chiusa tutt’intorno da ripide alture. A sud s’innalza fino a 1090 metri il Monte Sant’Angelo, ad est e a nord il Monte dei Pecorari (400 m.) e la Rocca di Piemonte (277 m.); ad ovest chiude la valle l’altura su cui, nel Medioevo, sorse il castello di Nocera (Rocca del Parco, 181 m.) e che, con i contrafforti del Monte Sant’Angelo, forma la gola attraverso la quale il Sarno defluiva dalla valle. Proprio qui, nell’angusto valico, si estende per un lungo tratto l’attuale Nocera. Il luogo dell’antica Nuceria è da ricercare più ad est, presso a poco al centro della valle”. Ecco che dalla descrizione emerge che proprio le caratteristiche fisiche del territorio abbiano dato importanza strategica a Nuceria.

Tratto da: Julius Beloch, Campaniem, Geschichte und Topographie des antiken Neapel und seiner Umgebung. Breslau 1890, p. 290.